In attesa del movimento definitivo
I cicli ci indicano ribasso, ma in una fase come questa, su massimi così importanti, i massimi assoluti dall’inizio della crisi, i cicli passano un po’ in secondo piano. Ci indicano cosa dovrebbe accadere ma i tempi e i modi possono variare.
Analizzando la situazione vediamo che dal 13 novembre siamo in un trading range compreso tra 1085 e 1112 (future S&P500), che valore ha questo trading range? Il trading range serve alle mani forti per distribuire o accumulare. Le mani forti che muovo grossi capitali non possono vendere o acquistare tutto il loro lotto al meglio ad un prezzo limite, perchè muovono quantità così elevate che provocherebbero grossi movimenti del mercato. Quindi in un trading range vanno a inserire degli ordini “finti” rialzisti quando il mercato si avvicina a 1085, per provocare dei movimenti nel senso opposto. I trader vedendo parecchi ordini sostanziosi in acquisto vanno verso questa direzione. La stessa cosa la fanno al rovescio all’avvicinarsi dei 1112. Emblematico è il ribasso di giovedì in chiusura che porta l’indice in zona di “sicurezza” per l’uscita dei dati importanti del giorno successivo, in questo modo anche con i dati superiori alle attese l’indice è rimasto in queto trading range (salvo alcune escursioni molto rapide).
In questo range le mani forti riescono a vendere o acquistare ad un prezzo medio riuscendo così a farlo ad un prezzo migliore rispetto al prezzo che avrebbero se comprassero o vendessero al meglio annientando il book.
A noi sta solo capire se è una fase di distribuzione, quindi dove le mani forti vendono prima di un ribasso, oppure di accumulazione, cioè dove le mani forti comprano prima di una rialzo.
Solitamente si ha distribuzione alla fine di un trend al rialzo, e quello che è partito a marzo potrebbe essere un trend al rialzo vicino alla conclusione (nel medio periodo). E’ stato provocanto principalmente da un iniezione di liquidità delle banche centrali, iniezione che ha provocato un forte rialzo sui mercati azionari, sulle materie prime, sull’oro, sul petrolio… Ora le banche centrali vogliono ritirare liquidità, quindi questo impulso potrebbe cessare. Nell’economia reale la crisi sta rallentando, ma non si può certo dire che siamo usciti dalla crisi, quindi è difficile che il trend attuale duri a lungo ed è quindi più probabile una fase di distribuzione rispetto ad una di accumulazione.
Analizzando i volumi vediamo che i maggiori scambi avvengono sulle candele ribassiste, mentre su quelle rialzista i volumi sono più bassi.
Anche da una semplice analisi tecnica risulterebbe più probabile una fase ribassista, rispetto ad una rialzista:
(clicca sull’immagine per ingrandire)
Vediamo che la trend line primaria rossa è stata violata al ribasso e in questo momento il mercato è sotto. Le linee rosse, che sono la resistenza primaria e il supporto primario del trend partito a marzo, sono convergenti, quindi questo trend dovrebbe essere alla fine, salvo un forte rialzo che riapra un nuovo trend rialzista con una nuova resistenza. La fascia arancio è il trading range in cui ci troviamo, che dovrebbe significare distrubuzione e che potrebbe portare inizialmente alle linee blu e in seguito potrebbe portare fino alla linea verde, dalla quale sarà possibile ricominciare ad acquistare.
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